

Marzo è il mese dell'equinozio di primavera; Ha ufficialmente inizio la stagione dei fiori, ma non bisogna mai dimenticare la natura un po' "pazza" di questo mese!
Si tratta infatti di un mese inaffidabile dal punto di vista del clima; ci si può infatti imbattere nelle ultime inattese nevicate, o in giorni di freddo intenso. Questi pericoli sono più alti nelle regioni del nord, dove potrebbe piovere molto.
Nell'italia del sud Marzo è invece sicuramente un mese di piena primavera, e molte delle piante dovrebbero già essere in fase di crescita.
In questo mese dobbiamo rimboccarci le maniche ed iniziare i lavori necessari per il giardino e per l'orto.
Ricordiamoci che i lavori del terreno e le semine vanno comunque eseguiti solo se ce lo consentono le condizioni atmosferiche.
Le Primule, le Calendule, le Violaciocche, le Pratoline, le Sassifraghe e tra gli arbusti le Forsizie ci regalano le prime magnifiche fioriture rallegrandoci con nuovi colori, mentre si piantano i nuovi tappeti erbosi (sempre se non lo avete già fatto in autunno) e le varietà più rustiche di rose.
Per le piante è inoltre il periodo delle potature, sia per quelle che hanno già effettuato la prima fioritura, sia per quelle che fioriranno in estate-autunno. Nei rosai si potano le piante già esistenti per togliere la vegetazione in eccesso o malata.
In casa la ripresa vegetativa delle piante d'appartamento è avviata. Quindi può essere opportuno effettuare una fertilizzazione con prodotti adatti al genere di pianta. Per alcune delle nostre piante è arrivato il momento del rinvaso, e si dovranno utilizzare contenitori solo leggermente più ampi del precedente.
Nell'orto, infine, si effettuano quasi tutte le semine delle principali specie. Cipolle, bietole, cardi, cicorie, lattughe romane, piselli, prezzemolo, rapanelli e spinaci.
Quest'anno la primavera sembra essere arrivata con un mese di anticipo. Vari tipi di verdura sono infatti già pronti per essere serviti sulle nostre tavole, nonostante alla fine dell’inverno manchi ancora circa un mese. Conseguenze dei cambiamenti climatici: gennaio è stato il più caldo di sempre e, parola del Noaa, il ghiaccio artico è stato ai minimi storici. Stessa situazione a febbraio in cui le temperature si sono alzate di 3 gradi e mezzo rispetto al normale andamento stagionale.
Sole, margherite ovunque e ghiaccio dell'Artico estremamente ridotto hanno creato stati di straniamento climatico: la coltivazione dell'ulivo in Italia è arrivata a ridosso delle Alpi mentre nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserva e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee. Effetti straordinari, ad esempio, sono visibili ad occhio nudo in Sicilia dove si coltivano i primi avocado della storia Made in Italy, frutto tipicamente tropicale che soffre le temperature basse, o a Palermo dove si riescono addirittura a produrre le prime banane nostrane.
Tutto questa caotica situazione climatica arreca qualche problema a produzioni come quelle di salumi, formaggi e vini che caratterizzano l’Italia da sempre. Il riscaldamento provoca, infatti, anche il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura, l’affinamento e l’invecchiamento che sono condizioni essenziali per il loro successo. Se tutto questo caldo può portare a benefici immediati, viene fuori una situazione da non sottovalutare perché di fatto – conclude la Coldiretti - mette a rischio di estinzione il patrimonio inestimabile di prodotti tipici Made in Italy.
I migliori auguri di buon San Valentino a tutti gli innamorati che seguono il blog di Falcinelli Group!
Salve a tutti, e ben ritrovati sulle pagine del blog di Falcinelli Group!
Quest'oggi vi parliamo di idee innovative e rivoluzionarie in tema di energie rinnovabili, idee che potrebbero davvero cambiare il mondo rendendolo un posto più sano e pulito.
NextPV, laboratorio specializzato nella ricerca in campo fotovoltaico composto da un team di ricerca franco-giapponese, sta infati lavorando a degli speciali palloni aerostatici che possan catturare i raggi solari fluttuando oltre le nuvole, producendo energia pulita 24 ore su 24 grazie anche all'ausilio di una cella a combustione.
Senza ostacoli all'assorbimento energetico, l'efficienza aumenta. Il progetto, non del tutto nuovo, consiste nel montare moduli fotovoltaici su palloni fluttuanti a circa 6 chilometri di altitudine, dove sono quasi del tutto assenti banchi di nuvole e le radiazioni solari sono più dirette. E così, i ricercatori stimano che sia possibile generare corrente elettrica in quantità tre volte superiore a quella ottenibile con i tradizionali pannelli solari ancorati al suolo.
Per garantire la produzione di elettricità giorno-notte, NextPV ha scelto l'idrogeno come vettore energetico. In pratica, una cella a combustibile sfrutta l'energia in eccesso durante il giorno per scindere l'acqua contenuta al suo interno in idrogeno e ossigeno (processo chiamato elettrolisi). L'idrogeno viene poi immagazzinato nel pallone fino al calare del buio, quando poi reagisce nuovamente con l'ossigeno atmosferico e, tramite un processo inverso, genera acqua ed elettricità pronta all'uso.
Siamo quindi alle porte della creazione di vere e proprie fattorie solari nel cielo. I palloni fotovoltaici sono ancora in fase di concept, ma il team guidato dal francese François Guillemoles prevede di costruire entro i prossimi due anni i primi prototipi funzionanti. Tuttavia bisognerà risolvere alcune problematiche tecniche importanti; su tutte, la necessità di appositi cavi di collegamento, molto lunghi e capaci di immagazzinare l'energia prodotta in quota convogliandola fino a terra.
Calcinaia, piccolo comune in Provincia di Pisa che conta solo poco più di 12.000 abitanti, ha nel tempo dimostrato una notevole tendenza alla raccolta differenziata. Nei dati certificati e rilasciati dall’Agenzia regionale recupero risorse (2014) e da Geofor (2015) viene evidenziato come a Calcinaia la raccolta differenziata sfiori la soglia dell’80%, un buon 10% oltre l’obiettivo del 70% (fissato per il 2020) che la Regione Toscana punta a raggiungere.
E così, Calcinaia è essere stata scelta dall’amministrazione comunale e dall’Unione dei comuni della Valdera come avanguardia per la sperimentazione della tariffa puntuale.
In cosa consiste? Da Geofor viene spiegato che «la tariffazione puntuale prevede che sia il volume di rifiuto indifferenziato prodotto, calcolato sulla base del numero di svuotamenti del mastello grigio, a influire in maniera sostanziale sull’entità della tariffa da pagare».
In particolare, le famiglie potranno prenotare per far apporre un tag al proprio mastello dell’indifferenziato: in pochiminuti questo verrà quindi adeguato e, contestualmente, verrà consegnato il kit di sacchetti per l’intero anno in corso. Per quanto riguarda negozi e imprese, invece, essi verranno sottoposti alla pesatura puntuale per una gamma più ampia di tipologie di rifiuti. Nel loro caso, la tariffa puntuale entrerà in funzione non solo per l’indifferenziato, ma anche per il multimateriale leggero e per l’organico: sarà la stessa Geofor a taggarne i contenitori, visitandole tutte.
La misurazione dei rifiuti sostituirà il sistema di tassazione basato sui metri quadri e sui componenti dei nuclei familiari, in modo da produrre una bolletta più equa. L’importo verrà quindi calcolato in base all’effettiva produzione dei rifiuti, incentivando una minor produzione degli stessi e una maggior raccolta differenziata.
Queste le premesse con cui si presenta la tariffa puntuale, ma saranno soddisfatte?
Per presentare una risposta basata su dati precisi, nella sperimentazione della tariffa puntuale il Comune e Geofor saranno coadiuvati dalla collaborazione con la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. «Tutto ciò – sottolinea l’azienda – aiuterà a creare un prototipo di pesatura e tassazione puntuale che, a richiesta, potrà essere applicato in tutte le realtà che hanno la raccolta domiciliare diffusa su tutto il territorio o analoghi sistemi informatizzati di raccolta».
La Patagonia è in queste ore martoriata da un incendio che ha investito il parco nazionale 'Los Alerces', nella provincia di Chubut: le fiamme, rendono noto le autorità argentine, hanno distrutto circa 1.700 ettari.
Gli esperti sono comunque ottimisti e confidano che grazie ad un cambiamento del clima, e cioè ad una maggior umidità e al calo dei vento che trasporta le ceneri, l'incendio dovrebbe gradualmente spegnersi.
I media locali considerano "intenzionali" le cause dell'incendio che durante il fine settimana ha divorato migliaia di ettari in aree considerate un paradiso naturale, grazie ai boschi, le montagne, i fiumi ed i laghi, zona quindi con un'alta potenzialità immobiliare.
"Non dobbiamo escludere tale possibilità", ha d'altra parte commentato il ministro per l'ambiente e lo sviluppo sostenibile, Sergio Bergman.
La situazione rimane grave d'altra parte in un'altra zona patagonica, nei dintorni del villaggio Trevelin, dove in queste ore i pompieri e gli uomini della sicurezza stanno combattendo contro le fiamme.
E’ partita nella serata di lunedì l'iniziativa targata Legambiente per sensibilizzare le istituzioni ad intervenire dopo 6 giorni di sforamento dei limiti. "Ieri la centralina di Treviglio - spiega Legambiente della Bassa Bergamasca - ha registrato un valore di PM 10 pari a 103 microgrammi ed un valore di PM 2,5 pari a 173 microgrammi . Nel resto della Provincia non va meglio Abbiamo pertanto aperto una pagina per la provincia di Bergamo che si chiama "ci siamo rotti i polmoni". Vi chiediamo di fotografarvi con la frase "anche io mi sono rotto i polmoni" e di postarla sulla pagina per manifestare il diritto di respirare . Aspettiamo i vostri contributi".